Lorella Giudici, recensione della personale presso Diecidue Arte, Titolo, dicembre 2002

Jorunn Monrad, maggio-giugno 2002, Milano, Galleria Dieci.due!
Dopo Brunone da Dieci.due! è la volta dei lavori di Jorunn Monrad, accompagnati per l’occasione da un approfondito testo di Emma Zanella. Gli intricati – e intriganti – reticolati che ricoprono le bianche superfici di carta o lino hanno la vivacità e la fertilità di affollate – ma ordinate – colonie di insetti. I suoi esseri – visto che di fantasiose forme amebiche o zoomorfe si tratta – si spostano nello spazio incastrandosi e adattandosi uno all’altro, popolano un microcosmo che è continuamente in bilico tra un assoluto bisogno di razionalità, rigore e pulizia e un forte desiderio emotivo. Il contrasto polare tra bianco e nero innesca poi una serie di letture trasversali che coinvolgono sia i profili dei curiosi “abitanti” sia un meccanismo optical per cui, facendo molta attenzione, in positive, o, ed è poi lo stesso, in negativo, si distinguono forme primordiali, semplici e primari segni geometrici che conferiscono volume e spessore al disegno e dialogano universalmente con tutte le culture del mondo.

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